WHO’S JIMMY: The Teenagers Night(mare)
Dopo aver raccontato le prove in teatro, continuo il racconto “educativo” su quanto si può faticare per realizzare uno spettacolo: ecco alcuni dettagli sulla prima, allucinante serata di rappresentazione di “WHO’S JIMMY”.
Primo spettacolo – venerdì 23 aprile 2010 ore 19:30
- Pomeriggio di montaggio della strumentazione e prove audio destabilizzanti come sempre; un paio di esempi: siamo costretti a rinunciare all’uso di una unità di riverbero da dedicare alla chitarra acustica poiché la combinazione produce più “vento” di un motore di jet, e le linee monitor funzionanti che inspiegabilmente passano da quattro a tre.
- Appena prima di iniziare si scopre che la traccia audio delle narrazioni ha subito un’alterazione di qualità in fase di montaggio sui video (problema confermato in seguito da parecchi spettatori), quasi certamente dovuta ad un erroneo trattamento dei file audio originali in fase di montaggio con i contenuti video.
- Fin dalle primissime note dello show, le cose non promettono bene: il suono delle tastiere sul palco è letteralmente assordante e molto distorto, speciamente dai monitor frontali indispensabili per le voci e la chitarra acustica. Tra i suddetti monitor ce n’è anche uno di ottima qualità, che il nostro tecnico ha potuto procurarci in prestito per le due serate, ma non basterà per compensare i limiti della situazione.
- La cantante, alle prese anche con il “monitor dalla risonanza ingestibile” (vedi racconto delle prove in un post precedente), cerca di risparmiarsi un po’ “saltando” alcuni cori, mentre il sottoscritto è costretto a combattere a piena voce contro i volumi sballati sopra descritti per dare un senso alla prestazione sua e della band, ottenendo in cambio un affaticamento vocale che pagherà la sera seguente e anche oltre.
- Come prevedibile, anche la chitarra acustica viene penalizzata dal suddetto problema dei monitor frontali, perdendosi nell’oblio.
- Il basso 12 corde, fortunatamente utilizzato in un solo brano, risulterà “non pervenuto” nel mixaggio poiché nella fretta (per gli interminabili tentativi di correzione del suono generale, dilungatisi fino a circa venti minuti dall’inizio dello spettacolo) non ha potuto avere la giusta preparazione.
- Il batterista sarà costretto ad arrendersi e rinunciare alla possibilità di usare una cuffia per l’ascolto dal palco, preferendo condividere il segnale dell’ottimo monitor del tastierista (altro prestito esterno dell’ultimo minuto).
- I video con le narrazioni vengono tutti lanciati con troppo ritardo dall’addetto appartenente al team del teatro, uccidendo il ritmo dello spettacolo.
- Per finire, la scelta di orario operata dagli organizzatori, più volte oggetto di nostre obiezioni nel corso dei mesi precedenti, si rivelerà fallimentare portando un’affluenza di pubblico irrisoria, teenagers in primis.
Seguirà a breve l’ultima parte di disavventure…
Categories: Musica, Showbiz
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